03 ottobre, 2017

Poiché questo mondo è rosso,
Tutto è sottosopra.

Tutto è sottosopra,
poiché questo mondo e tondo;
ed io, mi eccito,
perché questo cielo non è blu,
e mi fa piangere.

È così alto,
che non capisco perché
ancora non ho imparato a volare;
forse perché il vento è forte,
ma non abbastanza da sollevarmi?

Tutto quello che voglio,
è che tu prenda il mio corpo

e lo riporti a casa.

19 agosto, 2016

cyberiade

Brancolano gli arti,
nell’intimo buio quantico
della Realtà.

Cadono,
catene cosmiche di numeri,
si snodano come parallele inesauribili
binari digitali nella continuità del tutto.

Passano per il naso
essenze metalliche,
aroma di carne bruciata,
senza la minima traccia d’ossigeno

a dar respiro alla materia Virtuale.


Qui, 
dove tace la luce, 
esaurita dal nero dei led spenti che prosciugano la profondità del cielo, 
si sprigionano bagliori lontani che affiorano come pulsar dalla spontaneità randomica del cybercosmo.

08 dicembre, 2015

Fitopatologia del Sentimento Umano

È fatto certo ch’io non mi intenda
del timido e imperturbabile crescere
di piante e fiori, nella maniera alcuna.

Nondimeno,
piantai due semi in un singolo vaso,
innaffiandoli e coccolandoli per giorni
loro crescevano
con ardore serafico
dandomi in cambio tutto
l'azoto e l'ossigeno di cui avevo bisogno,
in un verdeggiare di spire forti e rigogliose.

Ma dopo qualche tempo,
capii
che quelli che facevano,
erano sogni di morte,
sicché li spostai dal calore
pensando fosse troppo, temo.
Temo l'amore
che li ha ricoperti d'acqua,
forse oltremisura
fino a farli incatorzolire;
e quando provai a travasarli,
fui sgomento
nell’apprenderli sprovvisti di radici.

Ebbene
piantai altri due semi,
ma in due distinti vasetti,
ora crescono
senza il bisogno di una prospettiva
per la sopravvivenza.

Tutto ciò che chiedono
è un pizzico d'acqua
e l'amore

di qualcun altro.


[ Questa poesia è stata pubblicata su ilbestiario.org ]

07 settembre, 2015

SINOSSI

- Di un naufragio –




Guardalo,
Blu!
Morbido!

Lasciati alle spalle tutto
mentre il cielo ti attraversa,
da ora in poi la libertà non è più ‘il sentito dire’
non è più la vostra, di liberta,
di concedere il vivere o guardare morire,
quando si è morti da sempre.

Lasciati tutto alle spalle
e lasciati le spalle più indietro che puoi
ora che il mare ti attraversa
e sopra di te
vedi piovere corpi di vetro fragile.

La senti?
La pressione alle tempie aumenta.
Esci.
Esci cazzo,
devi uscire da questo fottuto cielo di carta strappato in due da una coda bagnata,
devi vivere, sopravvivere!

‘ché quando arriverai alla terra
non ci sarà niente per cui desiderarla.




[Screenprint by Arad Golan Coll]


11 aprile, 2015

Non mi rompete [Tributo, no copincolla]



Non mi svegliate,
ve ne prego,
se il mattino ha l'oro in bocca, 
la notte ingoia.

Perché volete,
disturbarmi,
ogni notte mi risveglio in questo sogno.

Il sogno dopo,
è ancor più bello,
ci son campi coltivati a fiordaliso.

Non mi svegliate,
ve ne prego,
non lasciate che mi inghiotta questo giorno.

Qui c'è sole,
c'è l'azzurro,
posso correre sul prato da ubriaco.

Non vi svegliate,
ve ne prego,
non lasciate che ora muoia questo sogno,

se ora vi alzate,
il vostro giorno,
non avrà più tempo per la vita.

se ora vi alzate,
per non svegliarvi,
potrà correre più forte questo mondo.

[ Questa poesia è stata pubblicata su ilbestiario.org ]

08 ottobre, 2014

Dormi / Veglia


Stralci di stelle e portici
cadenzano il passo dei pedoni sotto un cielo a strisce
se il capo è fuori pioggia,
adesso non lo è più,
se prima pioveva,
ora c’è il portico.

La luna questa sera non è in vena,
e senza la roba
non gli passa di brillare a voce roca.

Una folata,
profumo di musica,
la vanità sorge dal gelo in silenzio.

Così inseguo la via
il sogno onirico mi incolla alle lenzuola
e tra istinto e perdizione mi condanno al ritorno
che inghiotte ogni eccesso di sopravvivenza
nel tentativo di un uscita dal contesto,
per giungere in un bosco.

La natura è ritrovarmi solo
con un orso in overdose e la paura
salvarlo e tenermelo vicino con il rischio di essere mangiato quando dormo?

Un sistema chiuso non può essere corrotto ed è destinato a ripetersi.
Fine della linea.




  
La radice quadrata dell’essenza vitale
è il prodotto di variabili e costanti in relazione tra loro.

Dai minimi comuni ai massimi sistemi
ciò che turba la logica della matrice
è l’insistente pervicacia del caos,
causa efficiente anteposta al fatalismo.

La causalità non intende la predestinazione con cui tanto ci insozziam le fauci,
esistere,
divenire.

Mentre su un piccolo pianeta roteante,
la vita si concentra come un cancro di morte,
e quando ti accorgi che quel pianetucolo vaga
per il cimitero che ci dicono essere l’universo,
solo allora comprendi,
la fortuna sfacciata.


Fortuna sprecata.

03 settembre, 2014

Against Hipsters

ho avuto un periodo da fotografo
c'ho riempito le pellicole di vaffanculo
e li ho mostrati al mondo
finché non ho sentito di averne condivisi abbastanza

ero finalmente libero
non più solo tra i ricordi dei pranzi
e le macro ai fiori [soggetti bruciati dal buonsenso]

dare un corpo ad un'idea
come l'odio verso il prossimo
scindendo il concetto di Dio
nella sua manifestazione fisica più arcaica
una trovata rozza e volgare,
ma ho avuto fortuna
e a fine serata mangiavo solo fica

lo scatto dell'otturatore della reflex
era il mio personalissimo grido di rivoluzione
il seppiato
il bianco e nero
il colore selettivo
furono il sangue di un indicibile avventura spirituale
chiave del pensiero fu il motto "tutto è permesso"
e nella follia d'arte
ho votato la stessa democrazia
di cui sono l'assassino

stando così le cose
l'immortalità dell'anima resta sopravvalutata
come un chiaroscuro più penetrante della luce del giorno

la nostra è una generazione di crisi
ma non solo crisi economica o culturale

crisi del futuro,
la nostra è una crisi del futuro

un futuro talmente incerto,
che a pensare cosa farò da qui a dieci anni se guardo al presente
non vedo
né un lavoro
né una casa
né una famiglia
niente
e la crisi del presente si riflette sul futuro mandandolo in crisi

disagio