07 dicembre, 2012

buchi la città


è un mondo pieno di buchi, 
il mondo sotto la pioggia acida. 
i marciapiedi, le strade spezzate e le loro buche colme d'acqua,  
abito un buco in città, in centro.  
i topi. 
hanno le braccia greme di buchi e 
vizio ci colpa, anche le mani.  
si dormono sonni forati dal piscio dei sogni tossici,  
la testa piena di buchi, e non ricordi per via delle notti
passate a prendere per il collo le bottiglie e i bicchieri per le anche, 
riversando lo spirito da un buco
a un altro buco,
a un altro buco. 
"dicevo, venite con noi o restate qui? noi andiamo"
"no guarda non ci offendiamo, andate pure" 
"dai, tanto facciamo in fretta, sono le otto e mezza, nove e mezza massimo siamo qui" 
"ci vediamo dopo" 

è un mondo pieno di buchi , 
il mondo sotto la pioggia acida 
e il mio cappuccio non fa eccezioni,
dopotutto sono solo quaranta minuti che goccia a goccia,
l'acqua scava cercando un delta sulle nostre teste. 
"a che ora ti ha detto?" 
"mezz'ora fa
"spero che vada tutto bene a casa" 
"ma che cazzo dici compà?, quelli davanti al computer stanno attaccati" 
"soccia oh, zerto che siete proprio una balotta di bamba!"
"alleluglia compare!avi n'ura ca n'aspettammu!"
"e alora? non perdiamo altro tempo, che cosa vogliamo? z'abbiamo di tutto qqui!"
"sto cercando un souvenir"
"da quanto?"
"dieci euro"
"mo cosa zi devi fare con diezi euro? mprendi trenta!"
"t'assucari un pruno cucì!, talia chicc'è cca, direttamente da BBologna un 'cucù di
rragazzo'ti pare chi se aveaumu i pila ni cercavamo proprio attìa?"
"va bene, tieni! fuori i baiocchi, compare!"
"qua ci saranno due ggrammi"
"mo fidati che te l'ho dato giusto soccia! lo sto praticamente regalando!"
"non essere spilorcio, dieci per questo non te li diamo"
"niente denaro, niente da fare, caro mio!"
"amunì cucì, iettici n'autra canna che n'ammu a' gghiri, sono le dieci!" 
"mo cosa sono un pugno di soldi in cambio di un 'ricordo' memorabile?"

è un mondo pieno di buchi
il mondo sotto la pioggia acida
e quelli profani, sono da sempre i più violati.
le meteore dell'aria fanno crateri così profondi da aver scavato una via d'uscita
e corrono ai ripari foggiando una pozza sotto la pensilina del tram,
"questa città è piena di buchi"
"n'autra vota 'sto pippotto "
"è tutto riconducibile alla teoria del buco, il buco ti sceglie"
"il buco cell'hai in testa‼ amunì!, fa'sta canna che il tram non arriva prima di venti minuti"
"falla tu!"
"dai, tu sei più bravo; io se vuoi, ti posso fare un filtro!"
"ecco bravo fai un bel filtro che il tram arriva"
"stu cristianu non vede l'ora di tornarsene a casa"

giacchetta nera, 
colletto azzurro,
sguardo severo da vigile urbano, 
dal buco d'ingresso della vettura tende repente la mano il controllore

è un mondo pieno di buchi
il mondo sotto la pioggia acida
e quelli profani, sono da  sempre  più violati.
"cinque euro dueccazzo dibbiglietti"
"sang' appena prelevo t'i dugno"
"adesso scende, 'stobbastardo!"
"dai ora che è sceso! l'affare 'stacazzo 'i canna!؟ "
"filtro?" 
il nitrito dei freni come cavalli inferociti fu più rassicurante del buio 
che seguì l'urlo 
che spezzò il silenzio
poi, come una scatola di cartone accartocciata cerca di tornare alla sua forma originale,
così la luce emerge dall'oscurità, donando nuova vita alla carrozza
le porte si aprono, il conducente esce dal suo buco e dopo uno sguardo veloce al corridoio
si getta in strada, 
siamo tutti dietro di lui 

"ma crist'iddio, checcazzo, no!"

languido giace
tra asfalto e binari
un cucù in frantumi bianchi come il latte, 
rossi come il sangue che li accompagna
"amunì compà, lo sanno tutti che è così, chissipigghia a'bbici pì nescere sotto 'sta pioggia
ha il destino segnato, ancora grazie che siamo riusciti a incocciarlo e a fare il fumo"
"a'ccussì s'insigna rici tu, fatto sta che noi dobbiamo farcela a piedi!, sotto l'acqua!
mentre lui, se ne sta coricato qui, fino a quando non vengono a prenderselo"
"amunì, futtitinni, non ci pensare e camina"

è un mondo pieno di buchi, 
il mondo sotto la pioggia acida.
e il caso vuole, che nottetempo, la pioggia si trovasse intenta in una guerra dei nervi con
una cornice di marmo, e che proprio in quel momento stava per vincere la sua battaglia 
ribaltando sulla strada un fusto di ulivo ancora troppo piccolo per essere chiamato albero,
ma abbastanza grande da fulminare sul colpo un lampione 
e, con tutto il vaso, sfondare un tombino, permettendo a un buco anonimo di sorgere in una via senza illuminazione
che proprio in quel momento stavamo imboccando;
certe volte l'eleganza è cinica.

passo
        passo
                 buio              "che minchia è successo qui?"

buio
       passo
                passo

certe altre la sfortuna è rigida

"attento a dov.."

Dolce e chiara è la notte e senza vento o forse era una notte buia e tempestosa
difficile a dirsi quando il cielo si manifesta coperto di 
"mmerda!"
"tutto bene compà? sei caduto in uno dei tuoi amati buchi del cazzo!"
"grazie Alberto Angela, adesso puoi anche darmi una mano ad uscire da questa fogna!"
"ddai non andiamo via, io mi sto divertendo"
"io invece un cazzo proprio, aggrappato a questo stronzo gigante per non affogare!"

una sponda portata dalla corrente mi rimise sulla terra ferma

è un mondo pieno di buchi, 
il mondo sotto la pioggia acida. 
i marciapiedi, le strade spezzate e le loro buche colme d'acqua
e sotto di loro,
i topi. 
portatori "guasti" di buchi, sognano l'eterno spersi in questa camera oscura
ingialliti dall'arte endovenosa di cui sono schiavi, si rintanano in questi buchi senza poter accogliere la morte, ma rincorrendone la dolce essenza; poco prima di raggiungere il soprasuolo mi parve di vedere un giovane ulivo.

"grazie mille, mi sei stato di grande aiuto!"
"mi pare che tu te la sia cavata benissimo da solo"
"era pieno di topi"
"chiddi ca manciano formaggio o chiddi ca non esistono?"
"la nuova roba sta facendo un casino"
"non sono problemi tuoi cucì, amunì, siamo quasi arrivati"

l'aria, trafitta dalla pioggia, sanguinava di odori sporchi al gusto pungente di ozono,
la via appariva tremula alla vista, qualche buco qua e là prendeva forma e scompariva
tra una goccia e l'altra dando un tocco d'impressionismo insolito a quel che può essere
il mio vicinato la notte quando piove; la fogna non mi abbandona neanche lavata a freddo da una pioggia così fitta, e l'odore, è così intenso che per un attimo ebbi la viva sensazione di averlo mangiato; nauseato e stanco, raggiungiamo il portone, qualcuno ha cagato nelle mie tasche, trovo le chiavi e mi concentro sulla serratura, apro la porta, entriamo, piove.

è un mondo pieno di buchi, 
il mondo sotto la pioggia acida. 
i marciapiedi, le strade spezzate e le loro buche colme d'acqua,  
abito un buco in città, in centro.  

"compà, domani se smette di piovere finisci su tutti i giornali, 
ma si può sapere che cazzo hanno fatto i picciotti per far sparire tre piani di palazzo?"
"fai una canna"
"dai, tu sei più br.."
"fai 'sta canna!"