06 ottobre, 2011

femmina,

rosa pungente,
le tue spine morbide
sono intrise di sangue.
lo stelo è madido
e le foglie,
turgide,
s'infocano al sole.

femmina,
creatura (dis)onesta
equivoca,
d'estate perde il pelo,
il vizio resta;
l'inverno,
viziosa e dis  onesta,
a pelo lungo
potresti sì nasconderlo
tra la calza che seduce
e invece,
tu burbera barbara berberea
rimpinzi il pantalone,
che al tuo corpo non si addice
[va che fa freddo]

femmina,
inverno senza neve,
pioggia senza sole
di te ogni uomo vive,
di te ogni uomo muore

femmina maledetta,
estate senza cuore

09 settembre, 2011

Il cartello del senso unico a salire

Sopra i lampioni,
l'oscurità.
I suoi occhi inghiottono il chiarore delle stelle;
non è facile trovare la strada di casa in queste notti buie.
Tra un lampione e l'altro l'asfalto sembra venire meno,
non esiste,
cammino sospeso in un limbo oscuro.
e infatti precipito.
La terra mi reclama e io l'accontento,
l'abbraccio stretta quando arrivo,
promesso.
BAM [come mi piacciono le onomatopee]

27 giugno, 2011

egiù

Ricordo di avere fatto un sogno
entro in una stanza piena di giocattoli
decisamente piccoli, a destra,
a sinistra, incommensurabili
al centro un clavicembalo stenografa a chiare note una nona di Beethoven in chiave Pop
è Alicia Keys

ho appena il tempo di notare la smorfia di disgusto farsi strada sul suo volto come un cancro a corroderti l'anima che salta la luce
e Alicia vomita.

L'odore è ripugnante, così esco dalla stanza
il corridoio è di un nero quasi appiccicoso
brucia gli occhi come fuliggine, ma lascia spazio a un barbaglio giù al fondo
cauto mi avvicino allo splendore
e nel vederlo tentare di fuggire
gli detti una mano aprendo la porta
[non per curiosità]

in fondo alla stanza una finestra assolata
dalla quale proviene il vento che scompiglia i capelli a Braccio Di Ferro,
mi pareva di aver sentito odore di pipa infatti.
"Ciao Braccio"
"Ciao Simone"
"Sono passato a ritirare la roba per mia nonna"
Prendo i miei spinaci ed esco dalla finestra.

Un odore di vomito e merda mi sveglia,
ciò che mi separa dall'asfalto è il corpo in putrefazione di Alicia Keys
devo aver dormito almeno tre giorni

però cazzo quanto puzza
non hai mai un po' di essenza d'aglio quando serve.
mentre mi ritrovo a pensare queste puttanate mi accorgo di essere senza energie
devo mangiare assolutamente qualcosa o non riuscirò ad alzarmi.
ricordo di avere in tasca gli spinaci,
il barattolo è sigillato.
ah quanto vorrei avere una pipa in questo momento,
non mi rimane che spremerlo fino a farlo schizzare fuori
le ultime energie che mi rimangono bastano,
ma Alicia ha perso la gamba destra,
inghiotto la poltiglia verde e il pene mi diventa un gargoyle di due metri per 4 poi si sgonfia 
e un'onda d'urto mi rivolta come un calzino organi e ossa dal cervello alla falange distale del piede,
i peli del petto disegnano una torpediniera che prende letteralmente a cannonate le finestre del palazzo dal quale sono caduto appena qualche giorno fa,
lo riconosco perché affacciato alla finestra c'è Braccio di Ferro che agita un clavicembalo sporco di vomito 
che riduco in briciole con un rutto, il cui rinculo mi fa sprofondare 3 chilometri sotto terra
ho appena finito di leggere Ad Personam quando mi accorgo di essere nel tunnel di una miniera
sento correre alle mie spalle
è Indiana Jones che mi,
no è Orlando Bloom che,
è Orlando Bloom vestito da Indiana Jones
che mi afferra per una mano e saltiamo in uno di quei carrelli che mi state invidiando tutti
Orlando mi guarda,
"ma lo sai che tu e io,"
errore fatale, 
la miniera non ha pietà per chi si distrae
Orlando cade nel vuoto mentre il carrello volteggia a mille metri d'altezza,
tremila metri sotto terra,
sul mare
[ovvio]
io e "Bloom il senza testa" siamo avvinghiati al carrello e gridiamo come due checche isteriche,
quando il carrello tocca nuovamente i binari tutto ciò che ricordo è che ci fu uno schianto enorme contro il materasso
mi sveglio nel mio letto,
un penetrante odore di vomito e pipa porta la mia attenzione su Braccio di Ferro seduto accanto a me.
ha il corpo di Bloom,
la gamba accavallata invece è di Alicia
mi guarda
"quante volte devo ripetertelo?, prima gli spinaci, poi la finestra!"
sto ancora sognando,
adesso mi sveglio,
mi alzo e vado verso la finestra
controllo che sotto non ci sia nessuno
egiù,
non mi risveglio più

21 giugno, 2011

<< io sto >>

<< sono contento che tu stia! >>

<< anch'io!
perché sto in una fase strana
di perdita di testa
non so come sto, 

ma finché sto, 
tutto è bene >>

12 maggio, 2011

i maschi sono troppo facili da abbindolare

bastano due tette avvelenate

07 maggio, 2011

ce l'ho

essì che al cuor indomito
il petto si stringe
e il gomito
si eleva,
si spinge verso l'alto
intrepido
e bevo
e  bevo e sono fradicio,
madido
di vino e resistenza,
di alpino
e di violenza.
e stiamo.
noi stiamo
e stiamo senza,
stiamo senza quella bella violenza di una volta
stiamo senza quella vera violenza d'altri tempi
e adesso arriverà la guerra
a morire andate voi
io,
in guerra,
per quelli,
non ci vado no

c'ho una voglia d'amare,
io

01 aprile, 2011

diluvio d(')a more

gocce d'inchiostro
rigano il foglio bianco
come acquerugiola
su finestre di carta


la zacchera bagna
la macchia s'asciuga
e rimane

cazzo

06 marzo, 2011

i sognori della corte

qualsiasi significato attribuito a un'opera, 
al di là della prima intaccabile identificazione della quale l'artista è depositario, 
è arbitrario, 
ed un'opera significa, o non significa, esattamente quello che vedete


baluardi del passato in balia delle onde del mare
come merda che si abbronza
o'l piscio che si sbronza
e ti rimane il fiato giallo paglierino
retroattivo
cioè
oggi hai bevuto,
ma ieri eri perso,
e mai che mi sia venuto in mente,
di essere molto più ubriaco di voi

20 gennaio, 2011

parole

nei nostri discorsi
di persone 'serie'
prese un po' troppo alla lettera.

ci sentiamo grandi,
ma spesso usiamo termini
che non ci appartengono,
giochiamo
a fare i grandi
perché ci sentiamo
che l'amore ci fa grandi
e allora esageriamo di problemi
un mondo
che non è di tanto poi lontano dai giocattoli,
e ci sentiamo stupidi
di fare i grandi
vestiti da figli
in camerette a modulare voce
[qualcuno chiuso a chiave,
qualcuno mentre finge di dormire]
è il gioco dei ruoli
che poi non è un bel niente,
perché
siamo d'amore fatti,
intrisi,
intrusi
di quest'emozione
tutta nuova
dal profumo di mistero e primavera,
per cui giochiamo ai grandi,
e ai loro problemi,
quando in realtà
tutto ciò che vorremmo
è più tempo
da dedicare,
copertura totale,
ed imparare insieme a vivere l'amore,
perché l'amore ci fa grandi in due
per di giocare insieme
[senza litigare]