16 novembre, 2010

Apocalisse

Guardavo il tramonto spezzarsi tra le fessure delle serrande, 
crune 
in cui il cielo cola 
come un filo d’acquarello su una tela di passi falsi 
incorniciata tra pietre scagliate chissà dove 
ingoiandone le mani. 
Nacqui in quella casa 23 anni fa, 
erano 15 anni che non ci mettevo piede in questa scatola, 
qui, 
il pavimento si sciòrre e si rimesta con l’intonaco dei muri
Mi rovisto nelle tasche cercando qualche indizio, 
la stanza era tornata immobile, 
come il mio nome. 
Beh, non proprio.

08 novembre, 2010

ABCDario

Sono un uomo.

Un uomo di 23 anni.
Ventitrè freschi freschi che mi porto dietro da ben cinque giorni.
In questi miei anni ho imparato tante cose,
ho imparato a camminare, mettendo un piede avanti all'altro, 
prima cadendo, 
dopo rotolando, 
poi claudicando,
solo verso i 3 controllando la caduta.
Ho imparato sì,
a parlare, 
l'avessi mai fatto, 
è proprio quando cominci che non la smetti più
e dici cose belle 
e dici cose brutte, 
più le brutte 
ultimamente, 
che guaio.
Avessi mai imparato a di parlare beh, 
avrei mai detto cose certe, 
avrei mai insultato di tra i denti padremadre,
a denti meno stretti ultimamente.
Se non avessi mai imparato a parlare, 
avrei urlato mai, 
mai coniugato, 
mai copulato.
Avrei fischiato,
l'avessi mai imparato,
il fischio infastidisce,
fa trasalire.
Avessi mai imparato a emetter suono
avrei mai cantato, 
non mi sarei mai innamorato, 
no, 
questo no, 
ma non l'avrei mai detto a nessuno, 
e sarei stato solo,
ultimamente.
Meglio tenermi la bocca chiusa.
Che se non avessi mai imparato a leggere, 
a quest'ora 
non saprei neanche scrivere 
e mai avrei inquinato i web-lettori
di certi discorsi 
che fan le palle diroccate.
Però, che l'ho imparato è vero,
e quel che ho imparato lo devo al mio antenato,
al genitore,
che mi ha detto no,
quand'era il caso,
che mi ha insegnato le parole,
quelle bene e quelle male,
che mi ha insegnato come fare
per muoversi di base nella vita
e soli
cominciare a camminare.
L'ultima lezione,
la devo al mio papà,
forse la più importante,
la fine del ciclo,
la morte.
Che mi ha insegnato che cos'è,
per chi la incontra sul suo passo
e quel che è per chi rimane
e che gli tocca di lottare,
contro chi non la capisce ed inveisce su di te,
che ti abbandona,
perché la sua felicità è più importante
di chi porta con sé questo gravame assai pesante
e che detto fra me e te 
io li ringrazio
perché non lo cederei a nessuno, 
questo dolore
è un dolore così grande che spero di non dimenticarlo mai.
Fortuna che la vita non è fatta di soli disdegnanti e farisei
ed hai accanto chi ti ama,
non perché ne condivide il peso
o lo vorrebbe,
ma perché ti ama
basta
e non può farne a meno.