14 maggio, 2010

Io

in quanto umano,
in quanto animale uomo me,
ho i bisogni,
ho le esigenze:
io mangio,
io cacco, faccio il piscio, dormo
iochiusa la soglia, do libero sfogo alla mia turpe voglia.
Io, io, io, son talmente concentrato sul me stesso che neanche pensoci che l'altro mangia, piscia e cacca come me.
mi sono mai fermato a di pensarlo che cinque minuti prima di parlarmi di viaggi nel cosmo, Piero Angela consumava attimi di stitichezza in bagno, nè che madido di sudore il suo volto assumesse il tipico colore rosso vodafone, o che molto probabilmente Alberto Angela sia nato no per sporazione, ma da un amplesso in cui il signor Piero ha raggiunto l'apoteosi orgasmica:
anche gli intellettuali godono [o come direbbero loro, "provano intima soddisfazione"].
ma io non sono no un intellettuale, io sono l'uomo, l'animale, e guardo sempre dritto davanti a me, tutto il resto è la cornice, il paesaggio ho ben in mente solo le ragioni mie e non tengo in conto l'altro.

"l'altro?"
"sì, l'altro"
"vorresti forse farmi credere che c'è un tu dopo l'io?"
"certo che c'è"
"c'est ne pas possible! al mattino, quando mi sveglio e mi scappa il piscio, sono io che ci devo andare in bagno a minzionare, ci vai forse tu al bagno a strizzarmi la vescica? ci devo pensare ioio a lavorare, io a studiare, io a ridere, ponderare, imbozzacchire, mica un tu qualunque. se non ci penso io a me medesimo stesso allora chi ci pensa?"
"gli amici"
"amici? son troppo preso a di pensarmi per coltivar gli amici! (che poi, detto tra me, anche gli amici son troppo presi da sè stessi, si pensano tutto il giorno, c'han da far la loro di cacca, gli amici, mica ci pensano che ho mangiato al punto che due o tre culi in più farebbero comodo per far la cacca mia"

Io
[seppur mi brucia il culo]
cago da solo